Marcello Rapetti Cuoco Pasticciere

Pasticcieri si nasce - Il DNA

Puntata precedente: Rapetti Pasticcieria Siciliana

La Sicilia è un luogo di solide tradizioni religiose, cattoliche oggi, pagane ieri, e pertanto i pasticcieri si danno da fare per realizzare dolci per ogni occasione festiva: nella Settimana Santa con la preparazione degli "agnelli pasquali" di pasta reale (marzapane), a maggio e giugno i matrimoni con sontuose torte, a Natale con le "cassate siciliane" ed a carnevale con gli immancabili "cannoli".

Mio padre, da bravo pasticciere, era in tali occasioni particolarmente occupato in queste preparazioni, e pertanto mia sorella ed io gli portavamo il pranzo nel laboratorio di pasticcieria, nei classici piatti avvolti in un canovaccio.

Per noi, piccoli golosi, non c'era miglior occasione per affondare le dita nelle creme, riempire le tasche di dolci assortiti e, naturalmente, fuggire a gambe levate dai rimproveri di nostro padre.

Ricordo ancora le tavolate domenicali, almeno 15 persone, tra fratelli, cugini e nonni. Terminavano sempre con il tripudio di un tipico dolce siciliano, a coronamento del pasto, nella migliore tradizione familiare.

 

Il trasferimento della pasticcieria a Torino nei primi anni '60, fu per la mia famiglia un avvenimento epocale. Il passaggio da una piccola città di provincia siciliana ad una grande città industriale, quale era Torino in quel periodo, portò a grandi cambiamenti ed importanti integrazioni.

Mio padre ne fece tesoro, e creò una nuova attività artigianale utilizzando la straordinaria ricchezza della tradizione pasticciera siciliana coniugandola con l'eccelsa pasticcieria piemontese.

(Già in un passato relativamente recente una tale migrazione all'inverso si era prodotta con lo stabilirsi in Sicilia, tra la fine dell'800 ed inizi del '900, di alcune famiglie pasticciere svizzere, che vi avevano esportato una pasticcieria 'nordica' mitteleuropea, affiancatasi rapidamente ai dolci tradizionali.)


E così imparai i primi rudimenti di un'antica e sapiente arte nel nuovo mondo Torinese, in un piccolo laboratorio ricco di ritualità artigiane.

Quando, dopo lunghi anni, per una vacanza, ritornai al mio paese d'origine, in quei luoghi della mia infanzia, ebbi la sensazione che nulla fosse cambiato nelle abitudine dei Trapanesi, che la passione per i dolci della tradizione corresse come una linea ininterrotta tra le vicissitudini giornaliere della vita.

Vita che ha bisogno di essere vissuta nel contrasto delle emozioni che suscita l'immagine della natura rigogliosa, la freschezza dei suoi frutti, la profonda forza del mare, lo scandire infinito dell'alba e del tramonto sullo scintillante riflesso sulle acque delle saline, e che noi esseri umani umilmente cerchiamo di sublimare imitandone i segreti misteri attraverso l'opera d'arte, della quale la Pasticcieria è umile rappresentante.

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